Malasanità

A Bologna asportano un rene per errore del medico

23 Aug , 2014  

Malasanità a Bologna

Sebbene sia considerata tra le strutture sanitarie migliori d’Italia, anche il panorama degli ospedali e dei centri di analisi e ricovero di Bologna non è priva di casi di malasanità piuttosto evidenti.

È ad esempio passato alla (triste) cronaca storica il caso della donna morta a Bologna in seguito a un incredibile errore sanitario: alla paziente era stato asportato un rene, dimenticandosi però che, in realtà, il suo era perfettamente sano. La colpa è stata di una omonimia, in seguito alla quale alla donna erano state attribuite delle radiografie sbagliate. Dopo l’operazione, il decesso.

Il caso di malasanità a Bologna spinse la regione Emilia Romagna a istituire una Commissione di indagine per chiarire il drammatico episodio, in grado di rappresentare un vero e proprio simbolo della imperizia delle strutture sanitarie. A niente è servito il tardivo tentativo di riparare al danno: i medici che stavano operando la donna si erano infatti accorti che l’organo non era malato solo dopo l’asportazione, rendendo quindi impossibile un procedimento inverso. Allo staff e ai responsabili della struttura non è rimasto altro che avvisare i parenti della donna di quanto accaduto.

Come intuibile, lo stesso ospedale bolognese ha segnalato il caso alla Procura ed ha poi diffuso un comunicato in cui si parla di “drammatico errore”. All’interno dell’ospedale è stata avviata un’indagine interna per una ricostruzione dei fatti, l’individuazione delle responsabilità e l’attivazione dei conseguenti provvedimenti disciplinari. Termini dietro i quali si celano procedimenti di natura amministrativa, che tuttavia non permetteranno ai parenti della donna di poter conseguire congrue soddisfazioni.

Ad ogni modo, il caso è servito ad avviare un nuovo processo di efficientamento delle strutture ospedaliere locali, finalizzato a revisionare il sistema e le procedure che gestiscono le immagini radiologiche digitali e, in tal modo, ridurre ulteriormente il rischio di errori umani.

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